Positano fu frequentata in epoca romana come luogo di villeggiatura, com’è testimoniato dalla villa scoperta alla fine del XIX secolo e da qualche anno oggetto di un intenso scavo.

 

Naturalmente all’epoca della villa non esisteva alcun centro urbano, che dovette sorgere più tardi, dopo la grave crisi idrogeologica che colpì molte parti della Costiera Amalfitana e distrusse molte delle ville che i romani avevano costruito lungo il litorale.

 

Questa crisi fu dovuta al dilavamento a valle in un’epoca non ben precisabile del materiale che si era depositato sul crinale dei monti a seguito dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e che venendo giù a causa delle piogge portò distruzione e morte.

 

Positano nacque come centro di pescatori e così si è conservato fino alla metà del secolo scorso quando al posto degli ombrelloni sulla spiaggia c’erano solo le barche di coloro che vivevano della pesca. Naturalmente nel Medioevo fece parte del Ducato di Amalfi e ne condivise le sorti.

 

La leggenda di Positano più famosa è senza dubbio quella legata alla particolare forma della montagna che sovrasta Montepertuso, caratterizzata da un ampio foro.

 

Si racconta che un giorno il diavolo sfidò la Vergine Maria per il possesso della contrada dicendo che avrebbe lì regnato chi fosse arrivato prima sul lato opposto della montagna.

 

La Vergine mise il dito sulla roccia e si aprì un ampio squarcio che le permise di raggiungere il versante opposto mentre il demonio dovette andar via. Sulla roccia gli abitanti riconoscono ancora i segni della fuga.